Trading a costo 0? Il caso Robinhood

robinhood
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Robinhood è una piattaforma di trading online che per prima ha offerto su ampia scala gli investimenti a zero commissioni per gli investitori retail. In seguito al recente caso Gamestop la piattaforma è finita sotto accusa da parte degli investitori dopo aver bloccato le negoziazioni sul titolo dell’azienda per eccesso di rialzi, una mossa che è stata percepita come un tradimento degli investitori e un favore ai grandi fondi di investimenti che in quell’operazione stavano perdendo moltissimo. 

La vicenda ha acceso i riflettori sul modello di business di Robinhood e delle altre piattaforme che offrono servizi di trading a costo zero. In questo articolo proveremo a spiegare come è possibile che Robinhood e altre aziende offrano servizi di investimento senza commissioni, ricordando che in generale è sempre importante comprendere come guadagnano le aziende che utilizziamo per le nostre operazioni finanziarie. 

Come fa i soldi Robinhood?

Come guadagna dunque Robinhood se non fa pagare le commissioni?

L’azienda ottiene una buona fetta dei suoi ricavi grazie agli interessi realizzati prestando il denaro inattivo degli investitori, fondamentalmente facendo soldi impiegando i fondi non investiti nei conti dei clienti. Secondo il sito dell’azienda, Robinhood guadagna da “interessi dalla liquidità e dalle azioni dei clienti, proprio come una banca raccoglie gli interessi sui depositi in contanti”. Inoltre, Robinhood fa pagare alcuni dei suoi servizi, tra cui il trading di broker via telefono.cRobinhood offre anche un servizio premium Robinhood Gold, che consente agli investitori fino a 1.000$ di margine, permettendo di fare trading a leva. Ciò è possibile tramite operazioni di prestito a margine.

Ma l’aspetti più controverso del modello dell’azienda è la sua dipendenza dai ricavi generati dai “pagamenti per flusso di ordini”. Bloomberg ha riferito nel 2018 che Robinhood ottiene quasi la metà delle sue entrate (oltre il 40%) dai pagamenti che riceve da terze parti (market makers) per il flusso degli ordini generati dai sui clienti, una pratica controversa utilizzata da molti broker online.

In pratica aziende come Robinhood vengono pagate, in base al volume dei trade generati, da altre aziende finanziare a cui si rivolgono per gestire le operazioni di acquisto e vendita titoli. In particolare Robinhood si rivolge ai market maker Citadel Securities, Two Sigma, Wolverine e Virtu. Questo modello di retribuzione crea un potenziale conflitto d’interesse, perché la piattaforma potrebbe avere un incentivo a rivolgersi a determinate terze parti rispetto ad altre per motivi di interesse economico.

Il 17 dicembre 2020, è stato riferito che Robinhood aveva accettato di pagare 65 milioni di dollari per risolvere un’indagine avviata dalla Securities and Exchange Commission (SEC) riguardo l’incapacità della società di rendere nota per intero la sua pratica di pagamento per il flusso degli ordini. L’indagine si è concentrata sull’incapacità di Robinhood, fino al 2018, di rivelare in modo completo sul proprio sito di ricevere pagamenti da società di trading ad alta velocità per indirizzare loro gli ordini di acquisto e vendita dei clienti.

Il 16 dicembre 2020, le autorità di regolamentazione dei valori mobiliari del Massachusetts hanno presentato una denuncia contro Robinhood per aver esposto gli investitori a rischi inutili associati al trading. Il braccio esecutivo della Massachusetts Securities Division sostiene che Robinhood abbia commercializzato in modo aggressivo verso investitori inesperti e non sia riuscita a garantire che fossero implementati controlli adeguati per proteggerli. 

Nel dicembre 2019, la Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) ha inflitto a Robinhood Financial, una sussidiaria di Robinhood Markets, una multa di 1,25 milioni di dollari per violazioni di best execution relative a ordini di azioni dei clienti e relativi fallimenti di vigilanza verificatisi tra ottobre 2016 e novembre 2017. FINRA ha dichiarato che Robinhood ha avuto rapporti con quattro intermediari che hanno pagato il flusso degli ordini e la società non è riuscita a soddisfare i suoi obblighi di migliore esecuzione. L’agenzia ha affermato che Robinhood non è riuscita a eseguire revisioni sistematiche per garantire la migliore esecuzione nei confronti del clienti e che il suo sistema di supervisione non era adeguato a tale fine. Nel risolvere la questione, Robinhood non ha ammesso né negato le accuse.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter