Trading sempre più automatizzato: l’uomo può battere la macchina?

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Nell’ultimo anno una nuova generazione di investitori si è affacciata al mondo della finanza, inseguendo i saliscendi vertiginosi dei mercati finanziari nell’anno della pandemia. Il boom delle attività di trading, ovvero la compravendita di titoli finanziari a scopo speculativo, non è certo una novità in periodi di grande volatilità, ma partecipare al mercato non è mai stato semplice come oggi. Così mentre milioni di persone provano a investire e speculare per la prima volta, i professionisti del settore provano a restare davanti alla curva dell’innovazione e proteggere il proprio vantaggio competitivo sul mercato adottando sempre più spesso strategie automatizzate, talvolta eseguite da supercomputer.  Quella tra trading discrezionale e trading automatizzato è destinata sempre più a diventare una diatriba chiave nel mondo delle finanza. In questo articolo andremo ad analizzare i pro e contro di entrambe le modalità, cercando di fornire utili consigli a chi si approccia al trading finanziario, magari per la prima volta.

Trading discrezionale

Il trading discrezionale, come suggerisce la parola, riguarda la compravendita di strumenti finanziari a discrezione del trader. Il principale beneficio di questa modalità è la flessibilità e quindi l’adattabilità ai cambiamenti nel mercato. Il trader, grazie alla sua esperienza, può notare in tempo reale delle tendenze e delle notizie che all’algoritmo potrebbero sfuggire.

Questa strategia, tuttavia è molto dispendiosa in termini di tempo e risorse e le possibilità di successo restano limitate. Secondo Vantage Trading Point, con determinazione e sacrificio, lavorando 8 ore e 40 minuti al giorno, le probabilità di successo e di ottenere un profitto sono del 20% (mediamente).

Le operazioni di investimento sono frutto di valutazioni e strategie determinate dalla conoscenza e dall’esperienza dell’investitore. Ciò può essere un vantaggio, per coloro che possiedono conoscenze e strategie di investimento efficaci e funzionali. Tuttavia, il trading nasconde molte insidie, anche per un esperto. Soprattutto in questo periodo di alta volatilità, numerose strategie e sistemi di analisi tecnica adottati dimostrano spesso la loro inefficacia, scaturita talvolta dall’emotività del trader.

Forbes ha analizzato la percentuale di successo dei day trader, stimando che il 90% dei day traders perda soldi. Michael Cory di Vantage Trading Point, riporta una visione ulteriormente pessimistica, secondo le sue stime, solo l’1% dei trader genera ricchezza quotidianamente.

“Do individual day traders make money? Evidence from Taiwan” è una studio realizzato dall’università della California, lo studio riporta che l’80% dei trader discrezionali falliscono al loro primo anno di attività, perdendo tutto il budget a propria disposizione.

L’emotività del trader e i bias comportamentali che ne influenzano l’attività sono tra le cause che fanno perdere soldi ed opportunità all’investitore. Secondo un esperimento realizzato dal MIT: “Fear and Greed in financial market: a clinical study of Day-Traders” a seguito di una caduta al ribasso del prezzo del S&P 500 di circa 30%, 80 trader su 113 hanno deciso di abbandonare l’attività, solamente 16 sono stati capaci di ottenere un profitto. Questi dati evidenziano come perdere denaro nell’attività di trading speculativo sia molto facile. La principale causa di fallimento è l’emotività, che spinge il trader ad abbandonare questa attività. Inoltre, le capacità umane non permettono ai trader di concentrarsi simultaneamente su diversi fronti, portando alla perdita di occasioni che potevano risultare meno rischiose e più proficue.

Fare trading con gli algoritmi

Il trading automatizzato, a differenza di quello manuale, permette di realizzare operazioni in microsecondi, rendendo possibile ciò che umanamente non lo sarebbe, ma che l’uso dell’automatizzazione e dell’elevata velocità di trasmissione dei segnali invece possono permettere. Alcuni trade vengono realizzati addirittura in un range di 250 millisecondi, certi movimenti non vengono percepiti dall’occhio umano, ma possono essere individuati ed eseguiti solamente da un software.

D’altro canto, Il trading automatizzato, è una modalità di investimento che sfrutta la tecnologia e l’automazione. Questa tipologia di trading, basata su algoritmi matematici e di intelligenza artificiale, sfrutta a proprio favore la capacità delle macchine di raccogliere dati e di gestire numerose operazioni contemporaneamente. Non solo: operare sul mercato con strategie automatiche, permette di avere un approccio sistematico, strutturato per garantire risultati sul lungo periodo (eliminando distorsioni e bias comportamentali che potrebbero intervenire facendo deviare il trader dalla strategia). Bisogna ricordare che l’obiettivo del trader è quello di generare profitto in modo sostenibile nel lungo periodo e affidarsi a una strategia sistematica sembra in questo senso un’attrattiva migliore che prendere in senso qualitativo una sequenza di scelte consecutive, aumentando esponenzialmente la possibilità di sbagliare.

Senza ombra di dubbio, il futuro del trading sarà sempre più automatizzato, dove sarà sempre più importante saper realizzare delle strategie efficaci eseguite automaticamente da software ed intelligenze artificiali.

Il grafico proposto dal global algorithmic trade report ci mostra come attualmente circa 13 miliardi siano investiti nei mercati finanziari in modo automatizzato. Oltretutto, viene rispecchiato un trend assolutamente in crescita, con una futura stima di 18.8 miliardi investiti in questo modo. La crescita viene stimata ad una percentuale del 11.1 % di Cagr (Compound annual growth rate).

Essendo il mercato degli investimenti notevolmente in crescita e data l’alta volatilità, l’automatizzazione sta diventando un processo necessario per minimizzare le perdite. L’Economic Times riporta che il 75% del trading attualmente è automatizzato.

Inoltre, va ribadito, che questa tipologia va ad eliminare le limitazioni di carattere emotivo e fisiologico riscontrare da qualsiasi investitore. Le strategie di trading utilizzate inoltre, vengono ulteriormente valorizzate dal processo di back testing, testando il modello da seguire su situazioni passate, il che nel trading discrezionale è basato sulla propria memoria. Benché il trading automatico sembri presentare soltanto vantaggi, questo metodo è fortemente sconsigliato per investitori poco esperti e non è facile da realizzare da qualsiasi sviluppatore. Gli algoritmi e l’esecuzione delle azioni vanno seguite e regolate da persone con esperienza nel settore finanziario.

Secondo “The Balance” , solamente il 5% di coloro che si affidano a programmi di trader automatizzato riescono a trarne profitto, ciò avviene perché la maggior parte degli individui si affida all’acquisto di un trading software automatizzato, senza però possedere le competenze per utilizzarlo ed analizzarlo al meglio, oppure essi non sono in grado di ottimizzare l’algoritmo utilizzato.

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