Trasporti e logistica: boom di assunzioni

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L’Italia, come il resto del mondo, è sopraffatto dalla crisi economica e lavorativa causata dalla pandemia da Covid-19. La pandemia, in certo qual modo, ha cambiato anche il modo di vivere e lavorare delle persone, aprendo da una parte a nuove priorità, quali digitalizzazione e automazione del lavoro, chiudendo dall’altro, modificando per sempre lavori esistenti o eliminandoli del tutto. Uno dei settori particolarmente coinvolti in questo cambiamento è proprio quello dei trasporti e della logistica: la pandemia, con il conseguente lockdown globale, ha causato numerose ripercussioni in questo settore, tra cui l’innalzamento dei prezzi del carburante, l’annullamento di quasi la totalità dei viaggi nazionali e internazionali, di ogni tipo e data; insomma, uno stravolgimento totale del settore, privato, pubblico e commerciale.

La crisi economica sofferta dagli operatori in questo ambito è incalcolabile e nei prossimi anni bisognerà lottare per tornare ai livelli pre-pandemia. Se da una parte le aziende dovranno ‘mettercela tutta’ per risollevarsi, il settore lavorativo stesso dovrà trasformarsi completamente per poter continuare ad essere tale. La logistica sta cambiando: l’automazione, per molti aspetti, è il futuro e lo è anche per i trasporti. La pandemia ha velocizzato drasticamente questo cambiamento che, inevitabilmente, sarebbe dovuto avvenire: nuove aziende però nascono, proprio per ovviare a questo cambiamento e, di conseguenza, nuovi posti di lavoro vengono creati. Una sorta di cambiamento ciclico, già avvenuto in passato, sta per ripresentarsi. Il trasporto così come lo conosciamo attualmente, non sarà più lo stesso: i bot informatici, software di IA, gestiranno nel breve futuro azioni che regolarmente hanno invece sempre gestito gli uomini, manualmente, dalla logistica aerea a quella navale, da quella degli autotrasporti via terra, a quella dei mezzi pubblici, insomma, nessuno escluso. Però come ben sappiamo si necessitano di persone in grado di poter lavorare dietro ai computer, dietro a questi bot, ai software, alla comunicazione, le infrastrutture, il mantenimento, insomma sarà un settore primario nei prossimi anni, il quale genererà contrariamente a quanto si pensa e prospetta, tanti nuovi ed innovativi posti di lavoro.

Oltre a questa tipologia di lavori, la crisi del trasporto è particolarmente interessata dall’assenza di personale nell’ambito sia marittimo che stradale: la carenza infatti marinai, piloti e autisti è una delle principali cause di crisi lavorativa del settore, in particolare la mancanza di autotrasportatori coinvolge i cinque continenti ed è sempre più grave: 1 azienda su 2 lamenta mancanza di autisti, sia per quanto concerne la guida di camion che furgonati. I posti di lavoro ci sono eppure nessuno vuole più svolgere determinate mansioni: la motivazione non risiede nelle estenuanti ore di lavoro o negli stipendi bassi, di fatto le aziende di trasporti, sono vincolate a seguire orari stabiliti dalle leggi, a tutela degli autotrasportatori e gli stipendi sono quasi il doppio più elevati rispetto agli anni 90… quindi come mai non vi sono autisti? La risposta sta nel cambio generazionale: le persone più giovani prediligono altre tipologie di lavoro poiché permettono di avere maggiore vita sociale e stare più a stretto contatto con le proprie famiglie e amici, senza allontanarsi da casa, rifiutando però grandi possibilità di crescita professionale e lavorativa.

Per questi motivi le aziende di trasporto sono alla ricerca di nuove figure da inserire nei propri organici, formandoli da zero, in alcuni casi: un monte di opportunità e sicuramente un settore da valutare nel caso in cui si voglia imparare un mestiere che sarà sempre più importante, in un futuro, sempre più globalizzato e ‘vicino’.

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