Università: quale scegliere per guadagnare

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Scegliere l’università sulla base delle proprie inclinazioni è importante, anche perché arrivare alla laurea non è facile se si studia qualcosa che non piace, ma un aiuto importante per prendere questa decisione può arrivare dallo stipendio che si avrà una volta ottenuto un lavoro. Per questo vi raccontiamo quali sono le università e quali i corsi che vi faranno guadagnare di più in Italia, a patto che arriviate alla fine degli studi.

Meglio l’università pubblica o privata?

Un’indicazione generale, che arriva dall’ultimo rapporto Almalaurea 2020, fa pensare che sia meglio scegliere le università private (dove il costo delle rette annuali però può essere fino a 5 volte superiore alle statali): il reddito annuale medio dei laureati alle private è di 44.195 euro, dei Politecnici (pubblici) 42.903 euro e delle altre università statali 39.311 euro. Attenzione però: proprio il costo delle università private crea una “selezione all’ingresso” che spinge chi già è ricco e ha più possibilità di trovare un lavoro con uno stipendio alto a frequentarle, quindi nella scelta non andate a cercare solo l’ateneo che “paga” di più.

Quali facoltà convengono?

Sempre il rapporto Almalaurea 2020 (che ha intervistato i laureati magistrali del 2014 intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo) indica la retribuzione mensile media per gruppo disciplinare. In testa alla classifica c’è Ingegneria con 1807 euro di stipendio medio, poi il campo Scientifico con 1729 euro, mentre sul terzo gradino del podio c’è il settore chimico-farmaceutico dove a 5 anni dalla laurea si guadagna 1668 euro al mese. Subito sotto l’ambito economico-statistico con 1634 euro, più staccati invece i medici e le professioni sanitarie: in questo caso infatti (ma a influenzare molto è l’assegno mensile delle specialità che ancora si frequentano a 5 anni dalla magistrale) la retribuzione si ferma a 1510 euro. La media totale è attorno a 1502 euro.

Sotto la media generale ci sono Agraria e veterinaria (1434 euro al mese), il settore geo-biologico con 1429 euro. Architettura invece si ferma a 1421 euro, l’ambito Politico-sociale a 1402 euro, mentre il Linguistico è addirittura sotto di 100 euro rispetto alla media e si ferma a 1341 euro. Ancora peggio va all’ambito Letterario (1284 euro), quello di Educazione fisica (1275 euro). In fondo alla classifica, che non comprende Giurisprudenza e il settore Difesa, ci sono Insegnamento (1191 euro) e Psicologico che arriva solo a 1130 euro.

Quale università fa aumentare lo stipendio?

In cima alla classifica, realizzata da JobPricing nell’ambito del Report 2020 dedicato ai “profili retributivi dei laureati nel mercato del lavoro italiano”, c’è la Bocconi. La valutazione in questo caso è basata sulla retribuzione annua: all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano il reddito è 35081 euro. Subito dietro c’è l’ateneo privato di Roma, la Luiss, Libera università internazionale degli studi sociali, Guido Carli dove si arriva a guadagnare 32980 euro l’anno. Terzo gradino del podio per il Politecnico di Milano (media di 32.796 euro).

Nella top five ci sono un’altra privata di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore (32118 euro) e poi l’altro grande ateneo scientifico pubblico italiano, il Politecnico di Milano dove si arriva a guadagnare 31595 euro. Nella top 10 ci sono l’Università degli Studi di Brescia (31581 euro), poi Roma Tor Vergata (31307 euro), seguita da Padova (31208 euro), Parma (31112 euro) e Siena (31108 euro).

Quanto si guadagna nei grandi atenei fuori dalla top 10?

All’Università degli Studi di Pisa si guadagna 31103 euro, il Politecnico di Bari garantisce 30899 euro, poi la Federico II di Napoli con 30.884 euro. A La Sapienza di Roma si guadagnano 30652 euro, mentre l’Alma mater studiorum di Bologna si ferma a 30587 euro. La Statale di Milano arriva a 30245 euro l’anno, Firenze a 30147 euro e Torino a 30135 euro.

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